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Report sullo stato delle carceri nei diversi paesi

 

 

Report sullo stato delle carceri nei diversi paesi

REPORT – Situazione strutture penitenziarie contattate

1. Responsabili delle università di riferimento e del Direttore dell’Istituto Superiore di Studi Penitenziari:

Italia: Dott.ssa Alessandra Bormioli – Ministero della Giustizia- Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria

Spagna: Dott.ssa Marilisa Birello -Universitat Autònoma de Barcelona

Germania: Dott. Marco Depietri- Universität Bamberg

Portogallo: Dott.ssa Manuela Niza – Universidade Fernando Pessoa

Francia: Dott. Jean-François Cottier – Université Paris Diderot

2. Responsabili delle strutture penitenziarie coinvolte:

Italia:

Ida del Grosso (Direttore della Casa Circondariale Femminile di Roma-Rebibbia)

Salvatore Pirruccio(Direttore del Nuovo Complesso penitenziario di Padova)

Maria Grazia Giampiccolo (Direttore della Casa Circondariale di Firenze Sollicciano)

Sergio La Montagna (Direttore della Casa Circondariale di Siena)

Spagna:

Manuel Parra (Coordinatore delle scuole penitenziarie)

Jaume Martín (Consulente per le relazioni internazionali)

Elvira Sánchez Valbuena (Direttrice della scuola Santiago Rusiñol)

Germania:

Dr. Johann Endres –

Servizi Criminologici dell’Amministrazione Penitenziaria Bavarese

c/o Penitenziario (JVA) Erlangen

Schuhstraße 41

91052 Erlangen

JVA Neuburg-Herrenwörth

Herr Günter Kapaun (Rettore del Dipartimento Scuola)

Frau Simone Nißl (Insegnante presso il penitenziario)

JVA Ebrach

Herr Hinney (Responsabile Dipartimento Scuola)

Portogallo:

Dr. Licínio Lima- Vice Direttore Generale del Servizio Penitenziario

Dr. Luis  Gagliardini Graça – ONG CONFIAR – organizzazione per integrazione e riabilitazione

Francia:

Maisons d’Arrêt de la Santé de Fresnes et d’Osny; Maison Centrale de Poissy; Centre pénitentiaire sud-francilien de Réau

Avec Fleury-Mérogis et la prison de la Santé, Fresnes è uno dei tres principali stabilimenti pentienziari e uno dei più importanti di Francia

3. Realtà contattate

Italia:

CC Femminile Roma Rebibbia, Nuovo Complesso Penitenziario Padova, Casa Circondariale Firenze Sollicciano e Casa Circondariale Siena

Nazionalità dei detenuti:

Circa il 50% dei detenuti dei quattro Istituti è straniero.

La formazione scolastica prevede corsi di alfabetizzazione, scuola primaria, scuola secondaria e corsi di lingue nella CC Femminile di Roma  Rebibbia. Nel NC di Padova vi sono alcuni poli universitari. Una buona parte dei detenuti frequenta la scuola secondaria; un’altra parte frequenta le scuole professionali.

Spagna:

Centre Penitenciari de Joves de Barcelona – ESCOLA SANTIAGO RUSIÑOL Centre Penitenciari de Joves de Barcelona

Nazionalità dei detenuti:

Circa il 70% dei detenuti del Centro penitenziario giovanile è straniero

Nell’ambito di formazione delle persone adulte (v. punto 5 – Programa Marc d’Organització Curricular) il blocco di formazione La maggior parte dei detenuti frequenta la scuola superiore (Secundària I e Secundària II) e il Batxillerat (corso che dà accesso agli studi universitari); un’altra parte dei detenuti frequenta invece la Scuola FIP (scuole professionali), i detenuti stranieri hanno un livello di lingua catalana e spagnola paragonabile a quello di studenti delle scuole medie.

Germania:

JVA Neuburg-Herrenwörth:

1 corso per principianti, 2 ore settimanali, 10 detenuti, 1 insegnante, corso permanente

Materiali: Ping Pong 1 (Arbeitsbuch und Arbeitsheft), Der Fibel-Fuchs (Klett Verlag) e giochi per bambini (die Uhr, ABC…)

1 corso per progrediti: da lunedì a venerdì, 20 ore settimanali, 2 insegnanti, 5 detenuti, durata: 3 mesi, 3 corsi all’anno

Materiali: Ping Pong 2

JVA Ebrach (penitenziario maschile giovanile)

Sono interessati a corsi a partire da A2, prevalentemente quindi per principianti, ma non solo.

Portogallo:

Tutte le lezioni di lingua portoghese in carcere sono di competenza del Ministero della Pubblica Istruzione portoghese in collaborazione con le scuole del carcere. Le lezioni si svolgono abitualmente una volta alla settimana e hanno una durata di 90 minuti.

Un altro tipo d’istruzione, in particolare, è l’insegnamento di alcune professioni a carico di ONG come la CONFIAR che attualmente ha un progetto di attivazione e della ristrutturazione delle biblioteche nelle prigioni.

4. Situazione globale del Paese

Italia:

Il sistema penitenziario italiano ha come fonte normativa di rango costituzionale l’art. 27, comma 3 della Costituzione, che prevede che “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione condannato.

In applicazione di tale principio, è stata emanata la legge 354/75, cosiddetta Riforma Penitenziaria, a cui ha fatto seguito il Regolamento di esecuzione dpr 431/76, sostituito con il DPR 230/200 (Nuovo Regolamento di esecuzione).

Per quanto riguarda l’organizzazione dell’Amministrazione Penitenziaria, al vertice è posto il Capo Dipartimento, e n. 3 Direzioni Generali nella sede centrale dell’Amministrazione Penitenziaria.

In sede decentrata, sono previsti 11 Provveditorati Regionali, da cui dipendono le direzioni degli istituti penitenziari che hanno sede nei distretti di competenza dei Provveditorati.

Il personale penitenziario è composto, oltre che dai direttori, dirigenti penitenziari, da personale del Comparto Sicurezza (polizia Penitenziaria, forza di polizia ad ordinamento civile, dal 1990) e dal personale del Comparto ministeri (Educatori, assistenti sociali, psicologi, personale contabile e amministrativo).

La divisione principale tra gli istituti penitenziari è quella tra Case di Reclusione, in cui sono ristretti i detenuti definitivi, e le Case Circondariali (a cui sono destinati gli imputati fino alla sentenza definitiva di condanna).

In tutto gli Istituti penitenziari presenti in Italia sono 206.

Le case di reclusione sono caratterizzate dalla molteplicità di elementi destinati al “trattamento rieducativo”; l’obbligo di fare previsto per l’Amministrazione penitenziari, che si concretizza in corsi di formazione professionale, di istruzione, di attività di lavoro e “culturali” che devono sostenere il detenuto in vista del suo futuro “reinserimento sociale” a seguito della dimissione dal carcere.

Nelle case circondariali gli stessi elementi del “trattamento rieducativo” sono proposti dall’area educativa nell’offerta tratta mentale nei confronti degli imputati.

I docenti sono dipendenti del M.I.U.R., che, in accordo con le Direzioni degli Istituti penitenziari, e a seconda del tipo di detenuti presenti, organizzano corsi di alfabetizzazione, di scuola media e di media superiore, sinanche corsi universitari (per una disamina complessiva dei corsi, di può consultare il sito web giustizia.it, nella parte su “scuole istituti penitenziari”).

Presenze straniere. Gli stranieri presenti al 30.09.2015 sono un terzo della popolazione detenuta. La maggior parte di questi proviene dai seguenti Paesi: Marocco,Romania,Albania,Tunisia,Nigeria,Egitto e Algeria.

Per quanto riguarda le fasce di età, nella maggior parte dei casi si tratta di giovani dai 30 ai 34 anni (3.844 su 17.462 detenuti stranieri al 31 dicembre 2014) seguiti dalla fascia dei 25/29 anni (3.653), mentre le altre fasce di età sono residuali.

Per quanto concerne il titolo di studio, la maggior parte dei detenuti stranieri (3.502 al 31 dicembre 2014) è in possesso di una licenza media inferiore, una buona parte è del tutto priva dei titoli di studio (927) e molti possiedono solo un titolo di studio equiparabile alla nostra licenza elementare.

Per lo più si tratta di soggetti “celibi” (8.122), seguiti dai coniugati (4.182). Si può considerare come rappresentativo l‘incontro previsto tra il detenuto e i diversi operatori penitenziari del “Servizio Nuovi Giunti” al momento del suo ingresso in istituto penitenziario dove l’intervento dei componenti dello staff multi- professionale del  Servizio Nuovi Giunti  ha la finalità prioritaria di individuare tempestivamente le problematiche personali del detenuto, e di fornirgli le prime indicazioni circa le regole penitenziaria.

Sempre al momento dell’ingresso in carcere, è prevista la visita medica, per accertare se la persona sia in condizione di tollerare o meno la vita nell’istituto penitenziario, o se necessiti di particolari sostegni sanitari.

Problematiche. Anche in tale situazione possono insorgere difficoltà di comunicazione con il personale sanitario, sia per ragioni linguistiche, che  per la frequente reticenza dei detenuti stranieri nel parlare delle patologie di cui sono affetti, a maggior ragione se in precedenza, in quanto clandestini,  non hanno avuto  alcuna  occasione di assistenza sanitaria.

Le maggiori difficoltà incontrate dai detenuti stranieri nell’ambito del sistema penitenziario riguardano la possibilità di fruire dei benefici penitenziari e delle misure alternative, con il rischio del verificarsi di una sorta di “doppio binario”, diversificato per gli italiani e per gli stranieri.

La possibilità di accedere alle misure alternative risente, infatti, della mancanza di una rete di sostegno esterna dei detenuti stranieri che non hanno, per lo più, come visto in premessa, una disponibilità abitativa, una rete familiare,  occasioni di lavoro regolari.

Ciò genera nei detenuti stranieri la perdita della capacità di una progettazione futura, e negli operatori penitenziari, in maniera speculare, la frustrazione di non poter immaginare un percorso di reinserimento sociale  idoneo per il detenuto.

Volendo sintetizzare le esigenze formative  degli  operatori penitenziari nel loro relazionarsi con i detenuti stranieri, le stesse sembrano quindi essere orientate all’acquisizione di:

conoscenze linguistiche( considerate come un primo canale necessario a favorire la conoscenza reciproca);

conoscenza di elementi di base delle altre culture; (nozioni sulla storia, la religione, la situazione politica, le espressioni non verbali e meta verbali);

conoscenza della legislazione esistente in Italia sugli stranieri (per individuare le possibili opportunità lavorative e di reinserimento o di rinnovo del premesso di soggiorno);

conoscenza delle opportunità lavorative e di reinserimento offerte dalla rete locale;

conoscenza di esperienze e opportunità di reinserimento sociale di carattere transazionale.

Spagna:

La Spagna è una monarchia parlamentare composta da 17 Comunità Autonome e 2 province in Africa (Ceuta e Melilla). La Catalogna è una comunità autonoma con 4 province (Barcellona, Girona, Tarragona, e Lleida) ed è l’unica di tutto lo Stato spagnolo la cui amministrazione penitenziaria è completamente autonoma (dal 1º gennaio 1984).

Il Departament de Justícia (Dipartimento di Giustizia) della Catalogna è diviso in due Segreterie: la Secretaria de Serveis penitenciaris Rehabilitació i Justícia Juvenil (Segreteria dei Servizi Penitenziari, Riabilitazione e Giustizia Giovanile) e la Secretaria de Relacions amb l’Administració de Justícia (Segreteria delle Relazioni con l’Amministrazione di Giustizia).

La Secretaria de Serveis Penitenciaris, Rehabilitació i Justícia Juvenil è composta a sua volta da due Direzioni: Direcció General de Recursos i Règim Penitenciari (Direzione Generale delle Risorse e Regime Penitenziario) e la Direcció General d’Execusió Penal a la Comunitat i de Justícia Juvenil (Direzione Generale di Esecuzione Penale alla Comunità e Giustizia Giovanile). Le Direzioni sono suddivise in diverse Sotto-direzioni.

Le carceri spagnole fanno riferimento due amministrazioni penitenziarie diverse: l’amministrazione catalana, che dipende dal Dipartimento di Giustizia, e l’amministrazione spagnola, che dipende dal Ministero degli Affari Interni fin dal 1992. In totale nel territorio spagnolo vi sono 68 istituti penitenziari sotto l’amministrazione spagnola e 15 sotto l’amministrazione catalana.

(Gli istituti penitenziari della Catalogna sono in totale 15.)

A maggio 2015, in base ai dati forniti dal Departament de Justícia,[1] nelle carceri catalane i detenuti erano 9213 di cui 3961 stranieri.

Il Decreto Penitenziario spagnolo stabilisce che le amministrazioni penitenziarie devono predisporre all’interno delle proprie carceri di programmi per sviluppare le abilità e competenze dei detenuti, per arricchire le loro conoscenze e per fornire loro le capacità tecniche e professionali di cui sono privi, così da dar loro la possibilità di migliorare le loro condizioni di vita e prevenire la reiterazione di comportamenti criminali.

Le attività sportive, educative e di riabilitazione sono stabilite dal Consiglio d’amministrazione, il quale deve tener conto dei piani d’azione della Direzione Centrale. Per quanto riguarda le attività lavorative, bisogna fare una differenza tra quanto avviene in Catalogna e quanto invece avviene nel resto della Spagna. In Catalogna le compagnie per cui lavora l’amministrazione penitenziaria si trovano all’interno della prigione stessa e forniscono i macchinari e i materiali, mentre a fornire gli impieghi e gli spazi da adibire a queste attività è il Dipartimento di Giustizia. In Spagna, invece, si occupa della formazione professionale e dell’impiego dei detenuti l’Organismo Autonomo per il Lavoro e la Formazione per l’Occupazione (OATPFE, Organismo Autónomo Trabajo Penitenciario y Formación para el Empleo), che segue il piano di formazione e integrazione professionale con fondi del Servizio Pubblico di Impiego Statale e del Fondo Sociale Europeo.

Nell’ambito dell’istruzione, vengono forniti in maniera prioritaria dei corsi di alfabetizzazione primaria o per detenuti con livelli di istruzione più bassi, ma sono presenti anche corsi per l’istruzione secondaria e per il consolidamento di competenze e conoscenze, ed è inoltre possibile per i detenuti frequentare corsi universitari. A questo proposito, il sistema penitenziario spagnolo ha siglato un accordo con l’Universidad de Educación a Distancia, per cui i detenuti possono avere accesso a corsi impartiti da quest’università alle stesse condizioni del resto dei cittadini: lo studente detenuto può usufruire di attività di tutoring, di sostegno a distanza e di materiale didattico.

Programa marc d’organització curricular (PMOC): è il programma quadro di organizzazione curricolare negli Istituti Penitenziari della Catalogna. Il PMOC è composto da 5 ambiti: 1) formazione delle persone adulte; 2) mondo del lavoro; 3) salute e sviluppo personale; 4) contesto giuridico, sociale e culturale; 5) attenzione specializzata. Nell’ambito di formazione delle persone adulte si trovano le seguenti aree: a) area linguistica; b) formazione di base; c) preparazione per le prove di accesso e studi superiori a distanza; d) competenze sulle nuove tecnologie.

Per il nostro studio le aree di interesse sono : area linguistica, la formazione di base e la preparazione per le prove di accesso e studi superiori a distanza.

L’area linguistica comprende le seguenti materie: lingua spagnola, lingua catalana, lingua straniera (inglese e francese).

La formazione di base comprende: a) ciclo di formazione strumentale (formazione strumentale I, II e III); b) ciclo di educazione secondaria (educazione secondaria I e II); c) ciclo formativo di grado medio.

La preparazione per le prove di accesso e studi superiori a distanza comprende anche i cicles formatius (scuole professionali), il Batxillerat I e II (liceo) e gli studi universitari a distanza (corsi di accesso e facoltà della UNED – Universidad Nacional a Distancia- e della Universitat Autònoma de Barcelona).

Germania:

La direzione dell’intera amministrazione bavarese è in mano al Ministero della Giustizia della Baviera.

La Baviera dispone di 36 penitenziari, di cui 6 giovanili.

Situazione al 31 marzo 2014

Detenuti totali: 11423 di cui stranieri: 3822 provenienti da 110 Stati

Provenienza: Turchia 15,5%, Romania 13,2%, Polonia 7,1%, Serbia 5,0%, Italia 4,2%, Rep. Ceca 3,5%, Kosovo 3,4%, altri paesi 48,0%.

Formazione scolastica

nessun titolo: 39,5%, licenzia paragonabile a quella elementare: 51,2%, licenza media: 4,4%, maturità: 0,7%, non dichiarata: 4,2% (rilevazione 2013/14)

Misure professionali (situazione al 2014):

928 posti di formazione professionale qualificata, di cui 340 nei penitenziari giovanili; le strutture più grandi dispongono di officine per apprendisti e corsi di formazioni professionale

Nel 2013, 98 detenuti hanno sostenuto l’esame alla fine dell’apprendistato

Percorsi scolastici offerti (situazione al 2014):

corsi per il conseguimento della licenza media

corsi professionali per coloro che devono frequentare una formazione professionale o per chi già si trovava nel percorso di formazione professionale

2 strutture offrono il percorso „Telekolleg“, ovvero il conseguimento della maturità tecnica con l’ausilio di materiale cartaceo e multimediale nell’arco di 20 mesi, purché sia già stato fatto un percorso professionale.

in 2 strutture è possibile conseguire la maturità tecnica.

nelle strutture più grandi si offrono corsi di alfabetizzazione, cultura generale, corsi di lingua

In una sola struttura al momento c’è la possibilità per 16 detenuti di seguire l’università a distanza (Università di Hagen)

Volontariato. 660 volontari impegnati nell’assistenza individuale

820 altri volontari

Requisiti: 21 anni, affidabilità

Compiti: alleviare problemi personali, incoraggiare/favorire l’istruzione e le capacità professionali, coordinamento di gruppi per parlare, praticare sport o altre attività del tempo libero, consulenza in situazioni di conflitto, accompagnamento nelle uscite, sostegno nel cercare casa e/o lavoro, favorire la transizione alla libertà, preparare la scarcerazione, sostegno a scarcerazione avvenuta, smantellamento di pregiudizi.

Portogallo:

In Portogallo sono 51 gli istituti penitenziari presenti sul territorio nazionale.

La gestione del sistema penitenziario è diviso in vari livelli: tra il Ministero e il direttore generale, tra il direttore generale e l’unione delle guardie, e tra i direttori delle carceri e le guardie, questi organi tuttavia non riescono a lavorare in maniera coordianata tra loro. Nello specifico, la Direzione Generale lavora in maniera dissociata dal Ministero e ha il compito di stabilire le politiche del sisema penitenziario ed allo stesso tempo è pubblicamente responsabile di quello che succede al suo interno. I singoli direttori delle prigioni, a loro volta, non cooperano con la Direzione Generale, ma sono lasciati in balia dell’unione delle guardie, i cui capi hanno un potere quasi assoluto all’interno delle carceri.

All’interno degli istituti penitenziari, lo statuto prevede la possibilità che i direttori predispongano delle attività rieducative e ricreative, ma l’organizzazione e la predisposizioni di attività e programmi varia da struttura a struttura.

La formazione scolastica nelle carceri è stabilita dal Despacho-Conjunto nº 451/99[2].

Fino al 1979 l’insegnamento negli istituti penitenziari era a carico di tecnici del Ministero di Giustizia i quali, oltre all’insegnamento, svolgevano anche altre mansioni nell’ambito dell’istruzione. A partire dal 1979, sono il Ministero di Giustizia e il Ministero della Pubblica Istruzione a occuparsi dei corsi.

Negli ultimi anni circa il 28% dei detenuti frequenta i corsi offerti in carcere. Oltre ai corsi scolastici regolari, nei centri penitenziari vengono offerte attività extracurricolari come per esempio: Portoghese per stranieri, Educazione per la Cittadinanza, Arti visive, Musica e Sport.

Francia

Il sistema penitenziario francese cade sotto la giurisdizione del Ministero della Giustizia ed è composto da 190 prigioni disseminate per tutto il territorio della Francia.

L’Amministrazione penitenziaria è formata da un nucleo centrale costituito dal Ministro della Giustizia, da cui dipendono due sotto-direzioni (del reinserimento sociale e degli affari dell’esecuzione delle pene). A questa struttura si aggiungono diversi servizi amministrativi e una divisione specializzata destinata a completare l’azione dell’Amministrazione.

La normativa penitenziaria francese distingue tante forme di istituti che prendono denominazioni particolare in relazione alla loro funzione:

Vengono definiti “établissements pour peines” tutti gli istituti per i condannati definitivi;

la “maison centrale” riceve i condannati più difficili e problematici;

nei “centres de détention” vengono reclusi i detenuti condannati a una pena di oltre un anno;

la “maison d’arrêt” è destinata agli imputati in attesa di giudizio e ai detenuti che devono scontare una pena inferiore a un anno.

Il personale dell’Amministrazione penitenziaria è suddiviso in:

– personale di direzione, composto dal direttore, sotto-direttore, direttore regionale;

– personale amministrativo, composto da coloro che si occupano della gestione economica e finanziaria degli stabilimenti;

– personale tecnico e di formazione professionale;

– personale educativo, composto da educatori;

– personale di sorveglianza.

In Francia tra gli anni 70 e gli anni 90 si è verificato un incremento dei detenuti. In seguito, verso gli anni 2000, la popolazione straniera presente nei centri penitenziari è diminuita fino ad arrivare a circa il 20% del totale. Questa percentuale di detenuti stranieri non corrisponde alla percentuale degli stranieri presenti sul territorio: gli stranieri sono il 6% della popolazione, in carcere corrispondono al 20% dei detenuti. Anche se la CIMADE[3] precisa che queste cifre non sono paragonabili dato che il 6% sono solo gli stranieri regolari residenti in Francia e non tiene conto degli irregolari. Resta il fatto che gli stranieri sono con più facilità protagonisti delle procedure penali e processi.

La percentuale delle donne straniere detenute in carcere è aumentata fino a raggiungere nel 2004 il totale del 5,6%.

Al 31 dicembre 2012, il totale della popolazione carceraria è di 65.848 persone, di questi 13.821 sono stranieri, il 18% del totale[4].

L’analfabetismo dei detenuti stranieri (nella propria L1) è uno dei maggiori problemi in carcere. Nel 2000 il 17% degli stranieri irregolari e il 12,4% dei detenuti stranieri si dichiaravano analfabeti nella loro L1.

Secondo gli ultimi dati risalenti al 2011, dei quasi 64 mila detenuti, 16.149, ovvero il 25%, seguono dei programmi d’istruzione. Di questi, il 64% segue dei corsi di alfabetizzazione e istruzione base, il 12% frequenta corsi di istruzione secondaria, mentre solo l’1,4% segue dei corsi universitari.[5]

L’organizzazione e la gestione della formazione all’interno delle carceri francesi è compito del Ministero dell’Educazione Nazionale e i corsi vengono tenuti da insegnanti che vengono assegnati alle carceri in maniera temporanea, anche se vengono impiegati nel campo dell’istruzione penitenziaria anche alcuni volontari e varie associazioni.

Per quanto riguarda le risorse, priorità viene data ai detenuti che hanno maggiormente bisogno di un’istruzione di base, per cui corsi di istruzione primaria e programmi contro l’alfabetismo sono presenti in tutte le prigioni francesi. Sono presenti anche corsi di istruzione secondaria, mentre per i livelli d’istruzione superiori i detenuti sono costretti, se ne hanno voglia e la possibilità economica, a seguire dei corsi a distanza.

5. Strutture penitenziarie coinvolte in progetti pregressi

Italia:

Progetto  Priebe:  Prison  Education  Basik  Skill  Blended learning

Obiettivo :

Dimostrare che è possibile realizzare la formazione utilizzando le ICT negli istituti di pena, in collaborazione con i referenti scolastici e il personale penitenziario, mediante la realizzazione di un corso di formazione “ a distanza” per un campione di detenuti   su : economia,informatizzazione, inglese.

Istituzioni e Paesi partecipanti .: Italia- (Università degli Studi di Firenze , Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia – ISSP- provveditorato regionale dell ‘Abbruzzo ) ;Romania; Cipro; Grecia,

Calendario : dicembre 2013- dicembre 2015.

Attività:

Il  progetto  prevede  tre ordini di interventi. Formazione di formatori ( personale penitenziario, sia di sicurezza che dell’area  educativa ) ; erogazione della formazione ai detenuti  in presenza; erogazione tramite le ICT dei corsi di formazione  ai  detenuti presenti nella Casa Circondariale di Pesaro. L ‘obiettivo è quello di diffondere questa modalità di formazione “ a distanza” in altri istituti penitenziari, aumentando la possibilità e la diffusione dell ‘uso delle piattaforme informatiche- al momento   disponibili solo in alcuni  Provveditorati regioanle dell ‘Amministrazione penitenziaria.

Spagna:

Progetti in cui sono coinvolti i Serveis Penitenciaris:

1) PriMedia

Studio per il miglioramento delle iniziative esistenti in Europa in quanto a uso delle nuove tecnologie nei contesti penitenziari

– Istituzioni e paesi partecipanti: TCOT (Regno Unito), Sonder Omme (Danimarca), Halden (Norvegia), Gymnasium ans Lyceum (Polonia), POLO Europa (Italia), South West College (Regno Unito) Amitie (Italia), Integra (Belgio), IMOTEC (Lituania), SEEDS (Regno Unito), DKI (Olanda), Departament de Justícia (Catalogna)

-Obiettivo: creare di una rete europea di organizzazione che promuova l’uso delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione e multimedia nel contesto penitenziario.

– Calendario: dicembre 2012- dicembre 2015

– Attività: ricerca, identificazione e applicazione delle buone pratiche attraverso seminari specifici, creazione di un sito web, valutazione del progetto e utilizzo dei risultati.

2) Transferring sentences – Transferring People (Step 2)

Studio sulla popolazione rumena detenuta nei centri penitenziari di Italia, Spagna e Catalogna.

– Istituzioni e paesi partecipanti:

National Offender Management Service, Amministrazioni penitenziarie di Romania, Italia, Spagna e Catalogna, Università di Monfort e Bucarest, Europris

-Obiettivo: creare un meccanismo di scambio delle informazioni in applicazione della DM 2008/909/JHA dell’Unine Europea per il trasferimento dei detenuti rumeni residenti nella UE e uno studio di caso dei detenuti di nazionalità rumena;

– Calendario: Maggio 2014 – dicembre 2015

– Attività: studio del profilo sociale e situazione giuridica penale dei detenuti di nazionalità rumena nei centri penitenziari di Spagna, Italia e Catalogna; Indagine sulle necessità di formazione del personale penitenziario; manuale per gli interni con orientamenti per il reinserimento sociale.

3) Art i cultura a la presó

Progettazione e realizzazione di diverse attività artistiche e culturali in carcere.

– Istituzioni e paesi partecipanti: Regione Toscana, Fondazione Michelucci (Italia), Berliner Literarische Aktion e. V., (Germania) The Manchester College, Art in prison Foundation (Inghilterra) e Departament de Justícia (Catalogna).

Obiettivi: Identificare le buone pratiche; stabilire criteri comuni; sviluppare attività culturali e artistiche nel contesto penitenziario (cinema, arte, musica, pittura, artigianato, architettura…)

– Calendario: progetto concluso nel 2012

– Attività: Knast & Theater Simposio internazionale Il teatro in carcere, Festival Internazionale del Teatro in carcere, Seminario Arte e cultura in carcere

Germania:

Il responsabile dei servizi penitenziari ha confermato che al momento non ci sono progetti paragonabili a RiUscire. Vengono solo organizzate misure di sostegno psicologico al detenuto.

[1] http://www.gencat.cat/justicia/estadistiques_serveis_penitenciaris/1_pob.html

[2] DR nº01 del giugno 1999

[3] http://www.lacimade.org/

[4] Dati del Ministero della Giustizia francese

[5] Fonte: http://www.prisonobservatory.org/

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